I metodi ipocriti della politica.  

 

Ricevo da don Aldo Antonelli  le seguenti lettere, uno della senatrice del PdL  Ada Urbani, che firma “devotamente”, ma non senza rimarcare la sua ricandidatura al Senato della Repubblica.  A questa ignobile lettera  ha risposto don Gianfranco Formenton, Parroco di S.Angelo in Mercole (Spoleto).

La disperazione porta a cercare consensi in tutti i modi. Mentre il capo si rivolge agli evasori fiscali promettendo sanatorie tombali, ai pubblici delinquenti, promettendo amnistie, ai  costruttori abusivi promettendo  sanatorie edilizie,  ai grandi proprietari di case di lusso, promettendo di rimborsare l’IMU pagata per la prima casa (Bersani e Monti hanno garantito l’azzeramento dell’IMU fino  alla concorrenza di 500/600 euro), ecco che i comuni candidati cercano consensi nelle parrocchie che non hanno mai frequentato e nelle sacrestie dentro le quali vorrebbero sgattaiolare in attesa delle votazioni.

La senatrice  Ada Urbani, evidentemente, non teme il ridicolo e non sa discernere quando  tacere e dimostrare la propria ignoranza e quanto parlare ed eliminare ogni dubbio sulla certezza dell’ignoranza.

 

Rosario Amico Roxas

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LA LETTERA DELLA SENATRICE


Perugia, 8 febbraio 2013


Gentile Parroco,

mi sono decisa a scrivere questa lettera ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria perché, dopo cinque anni trascorsi in Senato, so con certezza che nei primi mesi della prossima legislatura dovranno essere affrontati inParlamento parecchi argomenti che riguardano temi etici importanti e delicatissimi. Mi riferisco, tra le altre, alle disposizioni sul “fine vita” (chi non ricorda il caso Englaro), alla legge sul matrimonio per le coppie omosessuali, all’adozione di bambini nelle stesse coppie omosessuali, alle
problematiche sull’uso degli embrioni, all’aperturaall’aborto eugenetico (che, di fatto, si va già diffondendo).

In Parlamento, lo scorso anno, ho costituito, assieme ad altri colleghi, l’Associazione parlamentare per la Vita. Una Associazione che è stata un baluardo contro ogni attacco volto a modificare in senso negativo la nostra legislazione. Malgrado ciò recenti orientamenti dei giudici hanno intaccato lo stesso dettato costituzionale in tema di famiglia, di adozioni e di fine vita.

Immagino che sulla politica economica del mio partito non tutto possa essere pienamente condivisibile e che, magari, alcuni preferiscano soluzioni diverse da quelle che abbiamo proposto o che abbiamo in programma di fare. Sui temi etici però, a differenza di altri partiti, il PdL è stato sempre unito e coerente, perché composto da molti cattolici e da altri che si definiscono ‘laici adulti’, la cui formazione culturale e politica è in ogni caso improntata al rispetto di tutti i valori non negoziabili. Se di politica economica si può discutere - ma io ho sempre lottato per orientare al bene comune l’azione dello Stato - su queste tematiche non ci sarà possibilità di mediazione. Mediare significherebbe comunque accettare che, prima o poi, si compia un’escalation che ha come traguardo la modificazione dei valori di fondo della nostra società, da ultima, per usare la denuncia dei vescovi spagnoli, ‘la separazione della sessualità dalla persona: non
più maschio e femmina, ma il sesso sarebbe un dato anatomico senza rilevanza antropologica.’
È necessario che nel futuro Parlamento ci sia un numero di persone sufficienti a non far passare leggi contro la famiglia, l’uomo e la sua vita. Io mi sono impegnata e mi impegnerò in questo senso. Per questochiedo anche il Suo sostegno e ringrazio per tutto quello che riterrà di fare.

Devotamente saluto,


Ada Urbani

candidata PdL al senato

www.adaurbani.it

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LA RISPOSTA DI DON GIANFRANCO FORMENTON

Spoleto 12 febbraio 2013


Gentile Senatrice,


ho ricevuto la sua lettera “ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria” e ho deciso di risponderle in quanto “pastore” di una parte di questo popolo al quale recentemente il Card. Bagnasco ha raccomandato, dopo alcune eclatanti ed astrali promesse elettorali, di non farsi “abbindolare”.

Vedo che nella sua lettera lei parla in gran parte dei cosiddetti “temi etici” che lei riferisce unicamente ai luoghi comuni che tutti i politici in cerca di voti e consensi toccano quando si rivolgono ai cattolici: il fine
vita, le unioni omosessuali, gli embrioni, l’aborto.

La ringrazio anche per la citazione dei vescovi spagnoli e per il suo impegno per la formazione culturale e politica improntata al rispetto di tutti i valori non negoziabili.

Ma rivolgendosi ai “pastori del popolo cristiano” lei dovrebbe ricordare che tra i valori non negoziabili nella vita, nella vita cristiana e soprattutto in politica entrano tutta una serie di comportamenti di vita, di
etica pubblica e di testimonianza sui quali non mi sembra che il partito di cui lei fa parte né gli alleati che si è scelto siano pienamente consapevoli.

Sarebbe bello stendere un velo pietoso su tutto ciò che riguarda il capo del suo partito, sul quale non credo ci siano parole sufficienti per stigmatizzarne i comportamenti, le esternazioni, le attitudini pruriginose,
e cafonerie, le volgarità verbali che costituiscono tutto il panorama di disvalori che tutti i pastori del popolo cristiano cercano di indicare come immorali agli adulti cristiani e dai quali cercano di preservare le nuove
generazioni.
Sarebbe bello ma i pastori non possono farlo perché lo spettacolo indecoroso del suo capo è stato anche una vera e propria “modificazione dei valori di fondo della nostra società” (come lei dice) operata anche grazieallo strapotere mediatico che ha realizzato una vera e propria rivoluzione (questa sì che gli è riuscita) secondo la quale oramai il relativismo morale, tanto condannato dalla Chiesa, è diventato realtà. Concordo con lei, su questo “mediare significherebbe accettare”.

Un’idea di vita irreale ha devastato le coscienze e i comportamenti dei nostri giovani che hanno smesso di sognare sogni nobili e si sono adagiati sugli sculettamenti delle veline, sui discorsi vacui nei pomeriggi
televisivi, sui giochi idioti del fine pomeriggio e su una visione rampante e  furbesca della politica fatta di igieniste dentali, di figli di boss nordisti, e pregiudicati che dobbiamo chiamare onorevoli.

 

Oltre a questo lei siederà nel Senato della Repubblica insieme a tutta una serie di personaggi che coltivano ideologie razziste, populiste, fasciste che sono assolutamente anti cristiane, anti evangeliche, anti umane. Miconsenta di dirle francamente che il Vangelo che i pastori annunciano al popolo cristiano non ha nulla a che vedere con ideologie che contrappongono gli uomini in base alle razze, alle etnie, alle latitudini, ai soldi. e, mi creda, mentre nel Vangelo non c’è una sola parola sulle unioni omosessuali, sul fine vita e sull’aborto., sulle discriminazioni, invece, sul rifiuto della violenza e su una visione degli altri come fratelli e non come nemici ci sono monumenti innalzati alla tolleranza, alla non violenza, all’accoglienza dello straniero, al rifiuto delle logiche della furbizia e del potere.

Mi dispiace, gentile senatrice, ma non riterrò di fare qualcosa né per lei, né per il suo partito, né per i vostri alleati, anzi. Se qualcosa farò anche in queste elezioni questo non sarà certo di suggerire alle pecorelle del mio gregge di votare per quelli che mi scrivono lettere esibendo presunte credenziali di cattolicità.
Mi sforzerò, come raccomanda il cardinale, di mettere in guardia tutti e di non farsi abbindolare da certi ex-leoni diventati candidi agnelli. Se le posso dare un consiglio, desista da questa vecchia pratica democristiana di scrivere ai preti solo in campagna elettorale e consigli il suo capo di seguire l’esempio fulgido del Papa. Sarebbe una vera opera di misericordia  nei confronti di questo popolo.

don Gianfranco Formenton

Parroco di S.Angelo in Mercole (Spoleto)

 

Commenti dei lettori

  • Mauro scrive:

    Don Gianfranco for Pope, for Presindent o for quello che volete a me va bene. Grazie anche da parte mia e di tutta la gente assennata ed onesta, Don Gianfranco. Magari qualcuno dei suoi superiori a livelli più alti avesse la stessa franchezza e lo stesso coraggio nel denunciare queste cose invece di limitarsi a timide ed annacquate non-prese di posizione.

  • f.r. scrive:

    Bellissima risposta, anche io vorrei far parte del suo gregge.

  • peppe scrive:

    Non credo assolutamente nella chiesa e men che meno nei preti, ma concordo con chi dice che questo prete andrebbe fatto papa… grande risposta! cara urbani …………!!!

  • Marco scrive:

    Quest’uomo è un mito!

  • Gianni scrive:

    Per la chiesa i peccati di Silvio B. sono perdonabili..quelli di Vendola e soci NON lo sono,sono peccati capitali!

  • Maurizio Montella scrive:

    Caro don Gianfranco, Lei mi riconcilia con una categoria che, negli ultimi 20 anni, ha contribuito non già a riavvicinarmi a Nostro Signore bensì ad allontanarmene sempre più compiutamente. Auguro a tutti, credenti e non, di prendere “coscienza” e consapevolezza dell’ipocrisia, della malafede, della “cialtroneria”, dell’egoismo, che alimentano l’orda azzurra berlusconiana. Ed ancora di più auguro alla nostra Chiesa di trovare sacerdoti come Lei; credo che sia l’unica possibilità di salvezza per la struttura vaticana. Grazie!

  • idina scrive:

    caro parroco lei ha espresso in maniera ineccepibile un pensiero che è talmente chiaro, comprensibile, che non mi sento di aggiungere assolutamente niente. le voglio solo dire grazie per la sua intelligenza e onesta’. tanti cari auguri per la sua attività pastorale.

  • giuseppe scrive:

    Io sono un cattolico, ma non molto praticante, ma ad un prete del genere lo farei diventare papa,al contrario di molti esponenti della chiesa bigotti, ipocriti e servili nei confronti della politica ed in specialmodo di una certa parte politica

  • fabrizio scrive:

    caro don Gianfranco, grazie grazie e grazie ancora della tua dignità e saggezza
    farei volentieri parte del tuo gregge

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