Occupazione, disoccupazione, inoccupazione: l’anomalia dei dati italiani.
Ricordiamo di pochi giorni fa la polemica tra il Ministro Sacconi ed il Governatore Draghi sulle reali dimensioni della disoccupazione in Italia.
Di ieri la pubblicazione dei dati Istat che sembrano dare ragione al Ministro, certificando una disoccupazione al 8.5%, tutto sommato modesta rispetto quella a due cifre della maggior parte della UE. Ma i dati Italia 2009 sono questi:
-tasso occupazione: 57,1%
-tasso disoccupazione: 8,5%
-tasso inoccupazione (15-64 anni): 37,6%
Balza agli occhi il dato sugli inoccupati. E’ un dato enorme ma potrebbe essere in linea con la situazione di altri Paesi. Per capire se l’elevata inoccupazione nasconde qualcosa andiamo a vedere i dati Eurostat.
Cosa vediamo da questa tabella?
Che siamo ad un valore di tasso di occupazione inferiore di un 10% alla media europea (UE-15) ed un tasso di disoccupazione (UE-15) inferiore ma di un piccolo 1,5%.
Quello che emerge è quindi che l’Italia ha si una minore disoccupazione ufficiale, ma in realtà nasconde un deficit di occupazione impressionante. D’altra parte, mancando di ammortizzatori universali contro la disoccupazione, ho il sospetto che molte persone senza occupazione per necessità (e non per volontà) non risultino in quanto non motivati a far emergere propria situazione.
Quindi, cari amici ed in special modo cari amici politici, impariamo a indagare sui numeri che ci vengono propinati. L’occupazione in Italia, a differenza di quello che ripetono i media di regime, è oggi una reale emergenza che paradossalmente non emerge proprio grazie alla assenza di un moderno sistema di welfare.
Carlo Annoni, per “Libertà e Responsabilità”, (30-01-2009)

