La Puglia ci “costituisce” più di quanto possa fare una assemblea nazionale.

 

Si impara  dalle vittorie come dalle sconfitte .O almeno così dovrebbe essere. In Puglia vince la buona politica, viene premiato un governo regionale che ha saputo affrontare scelte difficili senza nasconderle sotto il tappeto (l’acqua pubblica, la precarietà dei giovani, il lavoro nelle aziende, il sostegno alle famiglie, alla scuola pubblica, nuove politiche energetiche che spostano sul rinnovabile e molto altro ancora).

Ma che ha saputo dare nuova linfa anche al turismo di qualità e ambientale, alla cultura cinematografica e musicale di quella regione, alla creatività. L’errore più grande di coloro che non hanno concesso subito a Vendola di ricandidarsi per il secondo mandato  (come sarebbe stato naturale) o di fare subito le primarie (senza  le dannose convulsioni che si sono viste per ben due mesi) è stato proprio quello di non aver capito e visto quello che era successo e andava succedendo nella società pugliese, in strati sociali vasti e significativi. E il secondo è stato quello di pensare che  tattiche puramente aritmetiche e pensate a tavolino potessero sostituirsi a quel che le persone in carne ed ossa sentono e vogliono. Nessuna nuova alleanza alternativa alle destre può o potrà nascere così, con questi metodi e queste pratiche personalistiche e fredde, ma solo a partire da un confronto sui programmi e sulle cose da fare. Questa è la buona politica che ha avuto in Vendola un interprete ancora più significativo perché la sua esperienza si svolgeva in quel mezzogiorno d’Italia dove le pratiche di “governo”,  purtroppo anche del centro sinistra, sono state un buco nero. Penso alla Campania e alla Calabria in primis. Ora si tratta di mettersi al lavoro immediatamente, tutte e tutti insieme, per ri-vincere la Regione Puglia, e andare ancora più avanti nella rinascita pugliese cominciata in questi anni.  Non so se i dirigenti del Pd sapranno trarre qualche insegnamento da quello che è accaduto, ma me lo auguro per il bene di tutto lo schieramento che dovrebbe diventare alternativo alle destre. Senza battute irricevibili, come quelle che ancora oggi ho sentito pronunciare…”se Niky venisse nel pd ci sarebbe utile..”. Questa Sinistra che noi siamo già in Puglia e che possiamo diventare anche altrove non è inglobabile nel Pd, e sarebbe bene che una volta per tutte l’argomento si chiudesse. Questa Sinistra non vuole isolarsi ma spendere la sua piccola o grande forza nella costruzione di una alternativa alle destre e bene sarebbe se il Pd lo comprendesse e smettesse di trattarci come il figliol prodigo che prima o poi tornerà a casa. 

E vorrei ora concentrami un attimo su di noi: su Sinistra Ecologia Libertà. A volte si fatica per mesi a trovare un profilo, si fanno errori ( e ne abbiamo fatti),  poi improvvisamente nel fuoco di una battaglia si accende una luce e quel che prima non era chiaro lo diventa. Che Sinistra vogliamo essere ci siamo chiesti più volte?  Forse oggi qualche nodo si è sciolto. Vogliamo essere la Sinistra che lavora perché torni in campo anche in tante altre parti d’Italia la buona politica, nei contenuti( e a questo proposito molti dei contenuti programmatici proposti in Puglia possono essere utilmente assunti anche nei programmi di altre regioni) ma soprattutto nelle pratiche. Una Sinistra autonoma ma non isolata, che non accetta di piegarsi alle tattiche ma che vuole discutere il merito, una Sinistra che si è stancata di essere definita dagli altri ( secondo i quali noi saremmo di volta in volta estremisti, protestatari….salvo poi scoprire che è da una esperienza di governo regionale concreta che viene la nostra forza maggiore..), una sinistra  popolare e laica, ambientalista e non violenta, del lavoro e della legalità che ha una discreta cultura di governo della realtà, ma che non fa della governabilità ad ogni costo la sua stella polare.

La Sinistra della buona politica e delle buone pratiche. E dio solo sa quanto ce ne sarebbe bisogno di una forza del genere, oggi che la politica in Italia ha toccato spesso il fondo fino quasi a scomparire. Pensare e muoversi come se  questa Sinistra non esistesse  ( anche se è ancora molto primitiva e gelatinosa in tanti territori) o aspettarla sull’uscio del Pd  prendendola per fame non è una strategia vincente. Anche noi ci dovremo dimostrare ora e nei prossimi anni all’altezza della sfida che la vittoria nelle primarie pugliesi ci mette davanti.

Alcuni tenteranno di dire che Vendola è un fenomeno a se stante, una anomalia. Ma noi sappiamo che non è così, non siamo entrati nel Pd per ragioni di fondo e adesso tocca a noi tutte e tutti dare voce, gambe e cuore a quelle ragioni. Sinistra Ecologia e Libertà si era riunita un mese fa per iniziare la sua Costituente, ma la vicenda pugliese ci “costituisce” molto di più di quanto possa fare una assemblea. Nel fuoco di quel resistere in nome di una buona politica abbiamo trovato un tratto forte del nostro profilo nazionale. Che ci dobbiamo tenere ben stretto.

 

Fulvia Bandoli (25-01-2010)

 

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