Gentile direttore, sono una lettrice del Corriere (abbonamento personale all’edizione Web) e giornalista.

Il 12 dicembre notte ho inserito una petizione a questo link http://www.firmiamo.it/siamotutticarlovulpio.

Il testo della petizione è il seguente:

Noi giornalisti italiani esprimiamo tutta la nostra solidarietà al giornalista Carlo Vulpio, al quale il direttore del “Corriere della Sera” Paolo Mieli ha tolto l’inchiesta sul caso Catanzaro, che coinvolge magistrati, politici, imprenditori e membri del Csm.

La decisione di Mieli appare incomprensibile, non solo perchè Vulpio, con il suo ultimo libro “Roba Nostra” ha dimostrato di conoscere a fondo le vicende delle quali si stava occupando, ma anche perchè i recenti sviluppi della sua inchiesta, fondata sugli atti giudiziari, svelano inediti retroscena, ignorati da molti media nazionali.

Rinnovando tutta la nostra stima di colleghi e lettori a Carlo Vulpio, chiediamo a Mieli di desistere dalla decisione presa e al sindacato di vigilare affinchè il collega sia tutelato, e sia garantita la corretta informazione. Quanto sta accadendo spiega la perdita costante di qualità dell’informazione italiana, motiva la continua perdita di lettori e rivela la grave minaccia al diritto all’informazione, tutelato dalla Carta Costituzionale.

La petizione ha già superato le 1000 firme. L’analisi statistica (che può consultare a questo link: http://www.firmiamo.it/sign/list/siamotutticarlovulpio#stats) dimostra che per età, cultura ed estrazione socio economica i firmatari sono o potrebbero essere lettori del Corriere.

Solo il 4% di essi sono giornalisti.

Cordiali saluti

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